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OFFICINE INVENTARE IL FUTURO

Il Progetto, realizzato grazie alle sinergie di Associazione Contact, SAA School of management, affronta i problemi indotti dall’incremento di povertà conseguente al Covid-19 proponendo azioni concrete a tutela di persone che manifestano condizioni di povertà di ogni tipo, specie di quelle senza prospettive di rientro al lavoro e che vivono di sussidi.

Il Progetto
 

Primo piano di mani confortanti

Le azioni permettono di concretizzare sogni e progetti per vivere attivamente, evitando l’isolamento e la solitudine sociale, costruendo una cultura della povertà che attivi i cittadini in azioni solidali di prossimità, prevenendo il disagio psichico. Il progetto, che si realizza nel territorio della Città metropolitana di Torino, coinvolge 100 beneficiari contattati in Servizi Sociali, Psichiatrici, CPI, Associazioni di volontariato.

 


Le azioni previste sono 3:


1) Creare l'Officina dei Sogni per concretizzare desideri, progetti, aspettative dei soggetti poveri di moda da:
- prevenire e combattere isolamento e solitudine sociale; - prevenire depressione e patologie psichiche (chiudersi in sé stessi, essere isolati genera spesso forme di disagio psichico, da esiti anche tragici, come suicidi documentati dai media); - creare contatti e relazioni con cittadini del territorio per favorire inclusione sociale.


2) Realizzare eventi per costruire una cultura della povertà che evidenzi le condizioni esistenziali di chi la vive, le difficoltà quotidiane e cosa significhi essere poveri, così da informare efficacemente con diversi linguaggi - teatro, narrazione, video - i cittadini che vivono al loro fianco, coinvolgendoli in iniziative solidali per favorire l’inclusione sociale dei poveri e prevenirne forme di disagio psichico.

 

3) Attivare percorsi di inserimento lavorativo per poveri da sofferenza occupazionale sperimentando nuovi strumenti di accompagnamento basati su concetti del mercato del lavoro più ricchi e sofisticati di quelli spesso banalizzati riconducibili al paradigma dell'impiegabilità, quali il coinvolgimento ed il confronto fra chi cerca lavoro e chi lo domanda volti a superare pregiudizi ed “effetti stigma”, che portano spesso ad alimentare forme di disoccupazione permanente. Verrà a tal fine sperimentato per la prima volta in Italia in
metodo Transfer, nato in Francia per affrontare contesti di occupabilità difficile.

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