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Il Piccolo Urbanista 2.0: un anno di cittadinanza attiva e innovazione per immaginare la città del futuro

  • 16 ore fa
  • Tempo di lettura: 7 min

Nell’Aula Magna della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS lunedì 8 giugno 2026 si è svolto l’evento conclusivo de “Il Piccolo Urbanista 2.0: Connessi al presente, costruttori del futuro”, il progetto promosso dall’Associazione MOBA – Movimento per i Bambini ODV, in partenariato con la Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS e ADN – Associazione Diritti Negati ODV, realizzato con il contributo della Regione Piemonte e il patrocinio della Città di Torino.


Il progetto, durato da ottobre 2025 a giugno 2026, ha coinvolto 14 scuole primarie e secondarie di primo grado, 31 classi e 613 studenti tra Torino e Collegno, distribuiti su 5 circoscrizioni cittadine.


Protagonisti dell’iniziativa sono stati bambine e bambini, ragazze e ragazzi che hanno osservato il proprio quartiere e la propria scuola con occhi nuovi, individuando criticità e trasformando idee in proposte per una città più inclusiva, accessibile e attenta al benessere delle persone.


Partendo dai “punti freddi” del quartiere, ovvero quei luoghi segnati da degrado, barriere architettoniche o scarsa manutenzione, gli alunni delle scuole primarie hanno immaginato nuovi “punti caldi” come, ad esempio, altalene inclusive, percorsi sensoriali, casette sull’albero per la lettura, bagni pubblici accessibili a tutti e fontanelle per gli animali.


Gli studenti delle scuole secondarie hanno invece lavorato alla riqualificazione degli spazi scolastici, proponendo biblioteche diffuse, aree relax, tinteggiature dei corridoi e interventi di manutenzione su bagni e palestre.


«Abbiamo trovato un diamante grezzo proprio nella nostra scuola», ha raccontato uno degli studenti, sintetizzando la capacità di riconoscere il valore nascosto dei luoghi quotidiani. «Un progettista non pensa solo al suo angolo: pensa al mondo intero», ha osservato un altro, cogliendo il senso più autentico del percorso di cittadinanza attiva. E ancora: «La scuola è come un caricabatterie: un luogo da cui ricavare le energie necessarie», immagine che restituisce il legame tra benessere, apprendimento e comunità.


Un percorso in tre fasi: dalla scoperta all’azione


Il progetto si è sviluppato attraverso La Piramide dell’Ingaggio, una metodologia semplice ed efficace, articolata in tre passaggi principali: l’approfondimento delle aree di consapevolezza attraverso una piattaforma digitale, l’esplorazione del territorio tramite passeggiate urbane e attività indoor e, infine, la realizzazione di elaborati progettuali e contenuti multimediali dedicati alla città del futuro.


La prima fase, ovvero l’approfondimento delle aree di consapevolezza, ha introdotto studenti e docenti ai temi centrali del percorso attraverso la piattaforma digitale piccolourbanista.org, pensata come un ambiente educativo integrato, capace di raccogliere in un’unica repository materiali, videopillole, schede didattiche, infografiche, contenuti di approfondimento, questionari iniziali e finali, osservazioni, passeggiate, temi e strumenti di monitoraggio.


Le classi hanno potuto lavorare su sei aree di “consapevolezza cittadina”: economia circolare, socializzazione 2.0, barriere architettoniche e inclusione sociale, educazione alimentare, benessere psicofisico ed educazione finanziaria. A queste si è aggiunto un laboratorio dedicato all’Intelligenza Artificiale, che ha rappresentato uno degli elementi più innovativi di questa seconda edizione del progetto e un corso trasversale sulla gentilezza, una soft skill particolarmente importante per i nostri Piccoli Urbanisti.


L'esplorazione del territorio ha rappresentato un momento centrale del percorso, differenziandosi in base all'ordine scolastico: gli alunni delle primarie hanno effettuato 12 passeggiate urbane di osservazione sul campo, grazie al prezioso supporto dei volontari dell’Associazione Solidarietà Insieme 2010 ODV, mentre gli studenti delle secondarie di primo grado sono stati coinvolti in 10 attività indoor all'interno degli spazi scolastici.


In questo modo, i Piccoli Urbanisti hanno imparato a individuare criticità, riconoscere i reali bisogni del territorio, raccogliere dati, scattare fotografie dei luoghi, annotare osservazioni e ragionare insieme su possibili soluzioni. L'intero patrimonio di dati e proposte raccolto da ciascuna classe è stato poi inserito direttamente sulla piattaforma digitale del progetto per creare una memoria comune.


La transizione dall'apprendimento all'azione ha preso forma attraverso la realizzazione di elaborati progettuali e contenuti multimediali diversificati per fascia d'età: da un lato, gli alunni delle scuole primarie sono stati invitati a dare vita al proprio “quartiere dei sogni”, immaginando una città più sostenibile, accessibile, inclusiva e attenta alle esigenze di tutti; dall'altro, gli studenti delle scuole secondarie di primo grado hanno focalizzato l'attenzione su interventi di cura e riqualificazione dei propri ambienti scolastici.


Dai lavori finali sono emerse idee concrete e originali: giardini della biodiversità, giochi inclusivi, percorsi verdi e ciclabili, orti urbani, spazi per il benessere emotivo, biblioteche diffuse, murales, aree relax e interventi per abbattere le barriere architettoniche.


L'intero processo è stato infine monitorato in modo rigoroso attraverso un framework dedicato e una dashboard interattiva, sviluppata appositamente per seguire in tempo reale l’avanzamento delle attività, il progresso delle singole azioni e il raggiungimento degli indicatori prefissati.


La formazione dei docenti e il ruolo degli esperti


Uno degli elementi qualificanti del progetto è stato il coinvolgimento dei docenti attraverso un percorso formativo, realizzato tra novembre e dicembre 2025. Sono stati organizzati 6 appuntamenti di formazione, rivolti agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con la partecipazione di esperti del settore e referenti istituzionali.


Gli incontri si sono svolti sia in presenza, presso la Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, sia a distanza, permettendo ai docenti di acquisire strumenti operativi e contenuti utili per accompagnare le classi lungo l’intero percorso.


Questo investimento sulla formazione ha avuto un ruolo fondamentale, perché ha permesso di costruire un linguaggio comune tra scuole, enti e partner, rendendo il progetto un vero percorso educativo condiviso, capace di integrare competenze diverse e di tradurle in esperienze accessibili agli studenti.


Tra economia circolare e benessere psicofisico: la collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center


Per il secondo anno consecutivo, Intesa Sanpaolo Innovation Center ha affiancato il progetto come partner strategico, portando competenze e contenuti che hanno arricchito il percorso sui temi dell’innovazione, del benessere psicofisico, dell’economia circolare e della sostenibilità. Il 21 gennaio 2026 il progetto è stato presentato presso la loro sede, in una mattinata dedicata a studenti e docenti che ha segnato l’avvio simbolico del viaggio verso una cittadinanza più consapevole. L’incontro ha offerto alle classi l’occasione per entrare in contatto con un contesto fortemente orientato all’innovazione e per comprendere come le tecnologie, se utilizzate in modo consapevole e responsabile, possano diventare strumenti al servizio delle comunità.


Intesa Sanpaolo Innovation Center ha inoltre contribuito ai contenuti formativi del progetto, in particolare nell’area dell’economia circolare e del benessere psicofisico, collegando temi legati alla sostenibilità e alle neuroscienze con la vita quotidiana degli studenti.


Particolarmente significativa è stata anche l’introduzione dell’avatar digitale “Piccolo Urbanista”, uno strumento interattivo capace di dialogare con gli studenti, spiegare gli obiettivi del progetto e stimolare riflessioni sulle idee emerse durante il percorso. Attraverso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, gli studenti hanno potuto sperimentare nuove modalità di espressione e progettazione, trasformando intuizioni e desideri in immagini, contenuti e visioni urbane.


Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo: educazione finanziaria per progettare responsabilmente


Una collaborazione di grande valore è stata quella con il Museo del Risparmio, che ha contribuito a integrare nel progetto una dimensione spesso poco esplorata nei percorsi di cittadinanza attiva: l’educazione finanziaria.


Dieci classi delle scuole secondarie di primo grado hanno partecipato al laboratorio “Tocca a te”, per un totale di 8 workshop pratici sulla gestione del denaro e del budget personale. Le stesse classi avranno inoltre l’opportunità di svolgere una visita tematica gratuita al Museo nel prossimo anno scolastico.


A completare il quadro delle collaborazioni, CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ODV ETS e A.P.R.I. ODV hanno sviluppato i contenuti su barriere architettoniche e inclusione; la Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS ha curato invece l'area dedicata alla socializzazione.


L’evento finale e i riconoscimenti


La giornata conclusiva dell’8 giugno 2026 ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo educativo e dei partner di progetto. Tra gli interventi istituzionali hanno partecipato Carlotta Salerno, Assessora alle Politiche Educative, Giovanili, Rigenerazione Urbana e Periferie della Città di Torino, e Ferrante De Benedictis, Consigliere comunale della Città di Torino. Entrambi hanno evidenziato l’importanza di creare occasioni concrete di partecipazione per le nuove generazioni, riconoscendo ai più giovani un ruolo attivo nella costruzione della città di oggi e di domani.


Sono intervenuti Piero Abbruzzese, Presidente di MOBA – Movimento per i Bambini ODV e ideatore del progetto, e Paola Casacci, Direttore della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, che hanno ripercorso le tappe principali dell’esperienza e sottolineato il valore educativo di un percorso capace di coniugare cittadinanza attiva e innovazione.


A portare il contributo dei collaboratori sono stati inoltre Sonia D’Arcangelo, Head of Neuroscience Lab di Intesa Sanpaolo Innovation Center, e Marco Crivello, Referente per la Didattica del Museo del Risparmio, che hanno evidenziato l’importanza di avvicinare studenti e studentesse ai temi della sostenibilità, del benessere psicofisico e dell’educazione finanziaria, favorendo il dialogo tra scuola, ricerca e mondo dell’innovazione.


Durante la cerimonia, le classi hanno ricevuto un buono didattico quale riconoscimento per l’impegno, la partecipazione e la qualità del lavoro svolto. Un premio speciale è stato assegnato alle classi dell’I.C. Ezio Bosso – plesso Modigliani, dell’I.C. Pertini – plesso Duca degli Abruzzi e dell’I.C. Pacchiotti-Via Revel – plesso Ricardi Di Netro, che si sono distinte per qualità progettuale, continuità dell’impegno, partecipazione attiva e coerenza con gli obiettivi del percorso. Un ulteriore riconoscimento è stato riservato alle classi delle scuole secondarie di primo grado che hanno preso parte ai workshop di educazione finanziaria: gli studenti avranno infatti l’opportunità di visitare gratuitamente il Museo del Risparmio di Torino e di partecipare a un percorso laboratoriale nei primi mesi del prossimo anno scolastico, dando continuità al lavoro avviato durante il progetto.


La giornata si è conclusa con la consegna degli attestati di partecipazione ai volontari dell’Associazione Solidarietà Insieme 2010 ODV, che per il secondo anno hanno affiancato docenti e studenti delle scuole primarie nelle passeggiate urbanistiche. Formati sui contenuti e sulla metodologia del progetto, i volontari sono stati una risorsa preziosa per la riuscita delle attività sul territorio e sono stati a loro volta premiati con un ingresso gratuito al Museo del Risparmio di Torino.


Uno sguardo al futuro


“Il Piccolo Urbanista 2.0” ha dimostrato ancora una volta che la cittadinanza attiva può essere educata fin dall’infanzia, se accompagnata da strumenti, esperienze e una rete di partner che collaborano sinergicamente.


L'esplorazione territoriale, il riconoscimento delle fragilità e la progettazione delle potenzialità hanno generato una pratica consapevole dei bisogni comunitari. Il successo risiede nel dialogo tra generazioni, competenze e linguaggi: un approccio che non solo immagina le città di domani, ma forma fin d'ora i cittadini chiamati a realizzarle.





 
 
 

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